Campi tematici

“Cittadini sul Campo”
Dalla memoria alla cittadinanza attiva

Campi educativi rivolti agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Trasmettere ai più giovani valori di cittadinanza, partecipazione e solidarietà.
Questo il fine di questo percorso “Dalla memoria alla cittadinanza attiva”.
Un cammino che, rivalutando la memoria, intende dare agli interlocutori mezzi per diventare
protagonisti del loro vivere civile, portatori di senso civico, costruttori di un avvenire differente,
risultante da uno spirito innovativo e da un concreto impegno civile.

Partendo dalla figura di Peppino Impastato, simbolo del rifiuto della cultura mafiosa, e dall’esempio di tante altre vittime delle mafie, s’intraprende un’opera di sensibilizzazione sulla necessità odierna di mutare i comportamenti individuali della cittadinanza, come condizione essenziale per edificare un futuro di vero progresso sociale, inteso come centralità, dignità e rispetto della persona umana e delle regole di convivenza civile e di giustizia sociale.
Gli studenti, grazie allo scambio quotidiano con la Cooperativa e con le diverse realtà territoriali, testimonianza d’impegno civile e di attivismo sociale e culturale, apprendono la cultura delle
“buone pratiche”.

Le attività quotidiane del campo prevedono un laboratorio interattivo di società civile, percorsi
guidati sui luoghi di Peppino Impastato e incontri/testimonianza con le associazioni del territorio.
Parte integrante dei percorsi proposti dal laboratorio è l’interazione.
Gli studenti sono chiamati a interagire sulla proposta/riproposta di un modello civile basato su
diritti e doveri. E’ giusto esigere il cambiamento, com’è altrettanto giusto
agire personalmente e concretamente per metterlo in pratica.
Le fasi interattive, attraverso incontri di discussione dinamica sull’impegno sociale e laboratori di “società civile”, inducono e coinvolgono collettivamente e individualmente gli studenti nel
“denunciare” esigenze di cambiamento, ma allo stesso tempo nel trovare soluzioni concrete, anche se piccole.

Peculiari anche i linguaggi e i canali di comunicazione. Tra questi il video e il web, mezzi che i più giovani prediligono e con i quali hanno molta dimestichezza.
Gli studenti sono chiamati a esprimere la loro creatività, attraverso percorsi
multimediali partecipati, e a comunicare la loro idea di “valore” e di cittadinanza attiva.
Sul campo, inoltre, gli studenti vivono un’esperienza di comunità, di convivenza e di autogestione, in un contesto a loro non familiare, ma che, proprio per questo, risulta ricco di stimoli e di spunti di
riflessione partecipata.
Il campo è organizzato in collaborazione con l'associazione culturale Valorizziamoci.

L’energia dell’errore
Campo di teatro civile

Tolstoj definiva “l’energia dell’errore” come “quella spontanea energia terrena che è impossibile
inventare”. L’autore scrisse questa frase durante la redazione del suo più famoso romanzo e,
probabilmente, un capolavoro di tutti i tempi: Anna Karenina.
L’errore è uno stato con cui tutti, in quanto essere umani, ci confrontiamo nel corso della nostra
vita. L’iniziativa parte da quest’ assunto per accomunare i percorsi dei partecipanti, provenienti da esperienze differenti, ma, comunque, tutti sottoposti, allo stesso modo, al “rischio di errore”.
Il percorso comune avviene in una terra che, da tempo, paga gli scotti dei più pesanti e crudeli
errori umani, ma che, allo stesso tempo, trova in se stessa la forza rigeneratrice del riscatto.
Come Tolstoj pensava, dallo sbaglio può sprigionarsi un’energia positiva, dalla quale possono
emergere bellezza e creatività. E la creatività, in particolare, è un’altra caratteristica di
tutti gli esseri umani.
Energia e creatività sono in ciascuno di noi, ma spesso esprimerle liberamente non è facile sia
a causa di condizionamenti psicologici sia a causa di convenzioni dettate da una società, che tende a omologare indifferenziatamente invece che a valorizzare il singolo individuo.

Il teatro è un ottimo strumento per imparare a conoscere meglio se stessi e per acquisire
la consapevolezza delle proprie potenzialità. E’ uno straordinario strumento educativo e un importante veicolo di cultura.
Il teatro riesce anche a essere un’attenta analisi sociale della società in cui viviamo. Il teatro civile, in particolare, nasce come espressione del confronto e delle riflessioni sulla collettività e sul vivere comune. Si tratta di arte sociale, una forma d’arte che si occupa e si preoccupa delle questioni del mondo e degli uomini che lo abitano, portando sul palcoscenico frammenti di storia collettiva e
interrogativi attuali e quotidiani, non solo per raccontare fatti, ma per riflettere e far riflettere nella direzione dell’impegno civile.
Il teatro civile racconta storie per non dimenticare. E la memoria porta all’impegno.
La memoria che si fa impegno può essere una chiave preziosa per costruire la società di domani.

Il laboratorio teatrale, diretto da un professionista che opera nell’ambito del teatro
civile, costituisce l’attività principale del campo. Attraverso il laboratorio teatrale, i giovani e gli adulti hanno la possibilità di esprimere la loro individualità e di incanalare la loro energia verso un progetto comune, condiviso da tutti i partecipanti e dai responsabili del campo.

Oltre al laboratorio, i partecipanti hanno la possibilità di vivere in comunità, avere un confronto e gestire, sotto la guida dei responsabili del campo, questioni organizzative e pratiche legate alla
logistica del campo e del laboratorio teatrale. Ognuno ha l’opportunità per misurarsi con un ambiente diverso da quello familiare o di comunità, nei quali quotidianamente vive, e di conoscere e aprirsi a   temi d’impegno civile, grazie alle   testimonianze di persone  attive nel campo
dell’antimafia sociale.
Sono previste attività collaterali legate alla conoscenza dei luoghi che i partecipanti vivranno per dieci giorni e itinerari di memoria e di testimonianza diretti a delineare la figura di Peppino
Impastato e la sua storia di uomo, giornalista, poeta e attivista di impegno civile.
Il campo è organizzato in collaborazione con l'associazione Valorizziamoci.

"Peppino in ognuno di noi"
Campo di teatro-canzone civile su Peppino Impastato

Un campo - laboratorio di scrittura creativa collettiva e musica d'insieme finalizzato
alla realizzazione di una rappresentazione di teatro-canzone di memoria e di riscatto, condotto da Alfonso De Pietro, cantautore e autore del progetto musicale (In)Canto Civile e del progetto (In)Canto Civile (in)Formazione, che nascono da un lavoro sulla cultura della legalità e su temi
sociali.
La metodologia del laboratorio è basata sull'interattività e l'interazione con i partecipanti, dando spazio alla creatività, all'immaginario, al desiderio di confrontare esperienze, descrivere fatti e
comunicare attraverso parole e musica.
L'esperienza vissuta sul campo e su quella che fu la terra di Peppino Impastato è parte integrante delle ore del laboratorio, che si affiancherà alle diverse testimonianze di persone che,
quotidianamente, vivono il loro impegno civile contro la mafia e dei familiari delle vittime innocenti delle mafie.
Il laboratorio si conclude con la messa in scena di una rappresentazione di teatro-canzone civile, che vede il coinvolgimento diretto dei partecipanti nella sceneggiatura, nella drammatizzazione, nella musica d'insieme e nella regia.
La prima edizione del Campo è stata realizzata dal 22 al 28 settembre 2014, in collaborazione con Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e con l'associazione culturale Valorizziamoci, che ha condotto insieme ad alcuni partecipanti un laboratorio di comunicazione, dal quale è nato il video: "Peppino in ognuno di noi".

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